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La promessa eterna: una storia di tentativi di eliminare i programmatori

Esplora il sogno ricorrente di rendere i programmatori obsoleti, dal COBOL al no-code fino all'intelligenza artificiale. Perché gli sviluppatori di software rimangono essenziali in ogni era di innovazione.

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Mewayz Team

Editorial Team

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Il sogno che non muore mai

Ogni decennio arriva una nuova tecnologia con lo stesso audace annuncio: i programmatori stanno per diventare obsoleti. Dall’invenzione di COBOL negli anni ’50 alla rivoluzione senza codice degli anni 2010 e all’esplosione dell’intelligenza artificiale generativa degli anni 2020, la narrazione è rimasta straordinariamente coerente. I leader aziendali, i venture capitalist e gli evangelisti della tecnologia hanno ripetutamente dichiarato che la fine dello sviluppo di software professionale è proprio dietro l’angolo. Eppure eccoci qui nel 2026 e il Bureau of Labor Statistics prevede che l’occupazione degli sviluppatori di software crescerà del 25% fino al 2032, molto più velocemente dell’occupazione media. La storia dei tentativi di eliminare i programmatori non riguarda realmente il fallimento della tecnologia. Si tratta di un malinteso fondamentale su ciò che effettivamente fanno i programmatori.

La rivoluzione COBOL: far parlare inglese alle macchine

Quando Grace Hopper e il suo team svilupparono COBOL nel 1959, l'obiettivo esplicito era quello di creare un linguaggio di programmazione così vicino all'inglese semplice da consentire ai manager aziendali di scrivere il proprio software. Il nome stesso – Common Business-Oriented Language – segnalava l’ambizione. Se il codice si leggesse come una frase, perché avresti bisogno di programmatori specializzati? I dirigenti potevano semplicemente dire al computer quello che volevano in un linguaggio che già capivano.

COBOL ha effettivamente trasformato il settore, ma non nel modo previsto dai suoi creatori. Invece di eliminare i programmatori, ne creò una classe completamente nuova. La sintassi dettagliata del linguaggio e le capacità di logica di business hanno fatto sì che le organizzazioni avessero bisogno di più sviluppatori, non di meno, per costruire sistemi finanziari, motori di gestione paghe e strumenti di gestione dell'inventario sempre più complessi. Negli anni '80 si stima che vi fossero 220 miliardi di linee di COBOL in produzione in tutto il mondo. L’ironia era forte: un linguaggio progettato per consentire ai non programmatori di scrivere codice ha invece generato una delle forze lavoro di programmazione più grandi e durature della storia, una forza lavoro che le aziende stanno ancora cercando disperatamente di mantenere oggi.

L’episodio COBOL stabilì uno schema che si sarebbe ripetuto per i successivi settant’anni. Ogni nuovo livello di astrazione ha reso più semplici alcuni compiti, ma allo stesso tempo ha sbloccato nuove possibilità che richiedevano una programmazione ancora più sofisticata. Il palo della porta non si è semplicemente mosso: ha accelerato.

L'era 4GL e gli strumenti CASE: automatizzare gli automatismi

Gli anni ’80 portarono i linguaggi di quarta generazione (4GL) e gli strumenti CASE (Computer-Aided Software Engineering) e, con essi, una nuova ondata di ottimismo sull’eliminazione dei programmatori. Prodotti come Informix-4GL, Progress e Oracle Forms promettevano che le interfacce visive e la sintassi dichiarativa avrebbero consentito agli analisti aziendali di creare direttamente le applicazioni. James Martin, l’influente consulente IT, predisse nel 1982 che la programmazione tradizionale sarebbe stata in gran parte sostituita da strumenti automatizzati entro un decennio.

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Le aziende hanno investito miliardi. Il mercato degli utensili CASE ha raggiunto il picco di oltre 6 miliardi di dollari all’anno all’inizio degli anni ’90. Aziende come Andersen Consulting (ora Accenture) hanno costruito intere pratiche attorno all’idea che metodologie strutturate e generazione automatizzata di codice avrebbero ridotto drasticamente la necessità di software scritto a mano. L'iniziativa AD/Cycle di IBM ha tentato di creare un ambiente di sviluppo completo in grado di automatizzare l'intero ciclo di vita del software.

I risultati sono stati decisamente contrastanti. Gli strumenti CASE hanno funzionato abbastanza bene per applicazioni semplici e ben definite: moduli di immissione dati di base, report semplici, operazioni CRUD standard. Ma nel momento in cui i requisiti diventavano complessi, ambigui o dovevano cambiare rapidamente, gli strumenti cedevano. Gli sviluppatori si sono trovati a combattere le astrazioni invece di trarne vantaggio, scrivendo soluzioni elaborate per realizzare cose che avrebbero richiesto dieci righe di codice a mano. Verso la metà degli anni '90, il movimento CASE era in gran parte crollato sotto il suo stesso peso, e una nuova generazione di programmatori stava scrivendo Java e costruendo progetti per il web.

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Frequently Asked Questions

Perché ogni generazione tecnologica promette di eliminare i programmatori?

Ogni nuova ondata tecnologica — da COBOL al no-code fino all'IA generativa — viene presentata come la soluzione definitiva per rendere superflui gli sviluppatori. Questo accade perché semplificare la programmazione è un obiettivo commerciale attraente: riduce i costi e democratizza l'accesso alla tecnologia. Tuttavia, la complessità del software reale cresce insieme agli strumenti, creando nuove sfide che richiedono competenze umane sempre più sofisticate.

L'intelligenza artificiale generativa sostituirà davvero i programmatori nel 2026?

No, nel 2026 i programmatori sono più richiesti che mai. L'IA generativa è uno strumento potente che accelera il lavoro ripetitivo, ma non comprende il contesto aziendale, l'architettura dei sistemi complessi né le esigenze specifiche degli utenti. Piattaforme come Mewayz, con i suoi 207 moduli, dimostrano che servono sviluppatori esperti per costruire e mantenere ecosistemi software completi e affidabili.

Qual è la differenza tra strumenti no-code e sviluppo professionale?

Gli strumenti no-code sono eccellenti per prototipi e automazioni semplici, ma raggiungono rapidamente i loro limiti quando servono personalizzazioni avanzate, integrazioni complesse o scalabilità. Lo sviluppo professionale garantisce controllo totale, prestazioni ottimali e manutenibilità a lungo termine. Mewayz, ad esempio, offre un sistema completo a partire da $19/mese proprio grazie a un'architettura sviluppata professionalmente.

Come possono i programmatori sfruttare l'IA invece di temerla?

I programmatori più lungimiranti utilizzano l'IA come moltiplicatore di produttività: generazione di codice boilerplate, debugging assistito, refactoring automatico e documentazione. Chi padroneggia questi strumenti diventa più efficiente e prezioso sul mercato. La chiave è evolvere le proprie competenze verso architettura, pensiero critico e comprensione del dominio aziendale — capacità che l'IA non può replicare autonomamente.

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